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Eutanasia legale, raccolta firme a Saronno

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Articolo in: Associazioni   Comunicati  

Saronno

Annalisa d'Orazio - referente locale comitato promotore 27/07/2021

Eutanasia legale, raccolta firme a Saronno Annalisa d'Orazio - referente

Grazie alla disobbedienza civile di Marco Cappato e Mina Welby lo Stato Italiano ha riconosciuto nel 2017 il valore del Testamento Biologico. Oggi possono porre fine alle loro sofferenze solo i pazienti per cui risulti sufficiente l’interruzione delle terapie.

 

La Corte Costituzionale ha chiarito che l’aiuto al suicidio (art 580 codice penale) non è punibile nel caso in cui la persona che lo richiede sia tenuta in vita dai trattamenti di sostegno vitale. Tutte le altre persone con patologie irreversibili che producono dolori intollerabili nel nostro Paese non hanno possibilità di scegliere.

ll Parlamento in tutti questi anni non è mai riuscito a discutere di eutanasia legale. Per questi motivi, a fianco delle persone che non possono aspettare i tempi della politica e della giustizia italiana, un gruppo spontaneo di cittadini promuoverà anche nella città di Saronno, il supporto alla raccolta delle 500.000 firme autenticate necessarie per poter votare un referendum nel 2022.

 


Saremo presenti giovedì 29 Luglio dalle ore 19:00 alle ore 23
in piazza Libertà, Saronno

 

 

  http://referendum.eutanasialegale.it#...]

 

DOVE FIRMARE:
Tutti i punti di raccolta firme:
https://referendum.eutanasialegale.it/dove-firmare




Il Quesito Referendario:
Volete voi che sia abrogato l’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, comma 1 limitatamente alle seguenti parole «la reclusione da sei a quindici anni.»; comma 2 integralmente; comma 3 limitatamente alle seguenti parole «Si applicano»?



*

Le ragioni:

A CHE PUNTO SIAMO
Grazie alle disobbedienze civili di Marco Cappato e Mina Welby abbiamo ottenuto nel 2017 la Legge che riconosce il valore del Testamento Biologico, e una sentenza della Corte costituzionale che ha aperto dei varchi sulla disponibilità della vita umana.
Oggi in Italia possono porre fine alle loro sofferenze solo i pazienti per cui risulti sufficiente l’interruzione delle terapie, come previsto dalla Legge 219/2017.
La Corte costituzionale ha chiarito che l’aiuto al suicidio (art. 580 del Codice penale) non è punibile nel caso in cui la persona che lo richiede sia tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale.
Tutte le altre persone con patologie irreversibili che procurano dolori intollerabili, e i pazienti impossibilitati ad assumere autonomamente un farmaco (a causa di SLA, di una tetraplegia…) nel nostro Paese non hanno la possibilità di scegliere, e di chiedere aiuto medico attivo per la morte volontaria, perché il nostro codice penale vieta l’omicidio del consenziente (art. 579 c.p).

PERCHÉ UN REFERENDUM
Molte persone gravemente malate oggi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Non hanno diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, al suicidio assistito o ad accedere all’eutanasia come è invece possibile in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada, molti Stati degli Stati Uniti e sempre più Paesi nel mondo.
Perché nonostante una proposta di legge di iniziativa popolare depositata nel 2013 e due richiami della Corte costituzionale, il Parlamento in tutti questi anni non è mai riuscito a discutere di eutanasia legale.
Ecco perché, a fianco delle persone che non possono aspettare i tempi della politica e della giustizia, abbiamo deciso di dare la parola ai cittadini con un referendum.

PER ESSERE LIBERI
Il quesito referendario si pone l’obiettivo di introdurre l’eutanasia legale tramite l’abrogazione parziale dell’art. 579 c.p. che punisce l’omicidio del consenziente.
Tecnicamente il quesito lascia intatte le tutele per le persone vulnerabili, i minori di 18 anni, le persone che non sono in grado di intendere e volere, quelle il cui consenso è stato estorto, e potrà introdurre nel nostro Paese il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria.
In questo modo si possono abbattere le discriminazioni oggi esistenti, consentendo la possibilità di scegliere un fine vita consapevole, controllato e sereno, anche alle persone malate che necessitano di un aiuto esterno per porre fine alle proprie sofferenze.

* Testi da: https://referendum.eutanasialegale.it

 

 

 

 

 

 

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